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  <title>Turismo</title>
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    <title>La famiglia</title>
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    <updated>2022-03-14T09:14:17Z</updated>
    <published>2022-03-14T09:14:17Z</published>
    <summary type="html">La famiglia&lt;br /&gt;I vincoli familiari sono molto sentiti tra i vietnamiti che per secoli si erano ispirati al rigidissimo codice di Gia Long che fissava, nell&amp;#039;ambito della famiglia, rapporti di dipendenza assoluta della moglie e dei figli dal padre che aveva diritto di vita e di morte su tutti i suoi dipendenti.&lt;br /&gt;II genitore poteva vendere la moglie o i figli darli in prestito o persino ucciderli senza con ciò incorrere in alcuna infrazione del codice. Il codice di Già Long e ormai solo un ricordo ed i sacrifici umani che esso autorizzava o prevedeva non si attuano da almeno mezzo secolo. La vecchia famiglia si va quindi disgregando man mano che si restringe la base feudale su cui poggiava e si instaurano rapporti famigliari dove l’elemento essenziale non è più la disciplina ma l’affetto.&lt;br /&gt;Un tempo i rapporti umani dipendevano dai rapporti materiali: chi era padrone di un campo era anche padrone degli uomini, degli animali, dei prodotti che esso dava. Di quiqui la struttura accentrata di tipo patriarcale della famiglia e l&amp;#039;unione di più famiglie in un unico &amp;#034;ho” o “comunità di sangue”: ogni “ho” aveva un capo indiscusso (l’uomo più&amp;#034; ricco della comunità), dal quale dipendevano tutti i consanguinei fino alla quinta generazione. Ogni &amp;#034;ho” aveva un suo tempietto centrale, installato nella casa del capo della comunità, che simboleggiava l&amp;#039;unità della comunità , i suoi beni e il suo legame diretto con gli antenati. Oggi il sistema del &amp;#034;ho&amp;#034; sopravvive solo in alcune regioni della Cocincina, anche perché qui ha sempre avuto un carattere meno dispotico: capo del &amp;#034;ho&amp;#034;, infatti, é l&amp;#039;uomo più anziano, che viene eletto in un&amp;#039;assemblea degli uomini ma non in base alla ricchezza.&lt;br /&gt;Con il disfacimento del sistema del &amp;#034;ho&amp;#034; e il ripudio virtuale del codice di Gia Long, la famiglia vietnamita ha cambiato volto: la donna, ad esempio, un tempo nasceva schiava del padre e non aveva altra prospettiva che quella di diventare schiava del futuro marito; se restava vedova non acquistava la libertà, ma diventava schiava del figlio maggiore o, in mancanza di figli maschi, del parente maschio più stretto. Naturalmente tutto ciò oggi é vietato dalla legge ed i Vietnamiti non hanno ormai della famiglia una concezione molto diversa da quella occidentale.&lt;br /&gt;Il dinh e la vita sociale&lt;br /&gt;Oltre alle comunità di sangue &amp;#034;ho&amp;#034;, le famiglie vietnamite sono legate anche da vincoli territoriali, amministrativi ed economici, che trovano la loro espressione tradizionale nel &amp;#034;dinh&amp;#034; o casa comune, che spesso assolve funzioni analoghe a quelle dei nostri municipi, ma che ha un posto molto più importante nella vita del popolo vietnamita, conservato ancor oggi. La spiccata inclinazione dei vietnamiti all&amp;#039;associazione e al collettivismo aveva determinato, già molti secoli fa, la formazione di collettività territoriali (o &amp;#034;comuni&amp;#034;) chiamate &amp;#034;lang&amp;#034;: accanto alla proprietà individuale privata esistevano vaste proprietà pubbliche dei &amp;#034;lang&amp;#034;, che venivano date in affitto e i cui proventi servivano per l&amp;#039;esecuzione di opere pubbliche (il grandioso sistema di dighe e irrigazione artificiale del Tonchino e della Cocincina é dovuto a questo particolare metodo di gestione collettiva della terra); le proprietà del &amp;#034;lang&amp;#034; erano inalienabili e consistevano in risaie e in terre asciutte destinate a colture diverse. Il &amp;#034;dinh&amp;#034; era sede di discussione per la gestione delle proprietà del &amp;#034;lang&amp;#034; e per l&amp;#039;utilizzazione dei fondi sociali disponibili. Le inclinazioni dei Vietnamiti alla vita associativa non si limitano al campo economico e politico, ma abbracciano, si può dire, ogni attività.&lt;br /&gt;Il matrimonio&lt;br /&gt;Un tempo i matrimoni avvenivano in età molto giovane e accadeva spesso che gli sposi non si conoscessero nemmeno perché le rigide regole di Gia Long imponevano la segregazione totale delle donne sino al matrimonio. Lo stesso rito nuziale veniva a volte ridotto al minimo necessario e cioè ad un accordo tra i genitori degli sposi, che veniva ufficialmente sancito con il versamento di alcuni doni da parte dei genitori dello sposo a quelli della sposa: da quel momento i due giovani erano uniti in matrimonio e il nuovo marito si portava a casa la moglie che diventava sua proprietà personale.&lt;br /&gt;Più frequentemente, però, il matrimonio avveniva in forma pubblica: fermo restando che la scelta degli sposi spettava comunque ai genitori e che gli sposi avevano solo il dovere di&lt;br /&gt;obbedire alla volontà paterna, si aveva in tal caso un vero e proprio fidanzamento ufficiale: i genitori dello sposo si recavano nell&amp;#039;abitazione del padre della sposa, al quale offrivano betel, noce d&amp;#039;areca e bastoncini d&amp;#039;incenso che venivano collocati sull&amp;#039;altarino degli antenati. Le formalità erano sbrigate molto rapidamente perché il matrimonio era di fatto già concluso tra i due capofamiglia. Oggi il matrimonio, almeno nelle città, si svolge spesso alla maniera occidentale, con una semplice cerimonia davanti alle autorità religiose o civili. Moltissime e diverse sono invece le usanze connesse al rito nuziale tra le varie minoranze del Viet Nam.&lt;br /&gt;Una singolare cerimonia precede il matrimonio dei Meo; anche qui, secondo la tradizione, i due sposi vengono prescelti dai genitori, ma non in base a calcoli di interesse economico, bensì sulla base del responso di un gallo e di una gallina che vengono lungamente interrogati da una specie di stregone: dal comportamento del gallo e della gallina si deduce se i due giovani sono fatti l&amp;#039;una per l&amp;#039;altro. Ma i Meo hanno saggiamente introdotto un&amp;#039;abile scappatoia per dare possibilità ai giovani di fuggire a questo tipo di matrimonio: se, infatti, un giovane rapisce la sua innamorata, è necessario che il matrimonio avvenga al più presto senza interrogare il gallo. Il rapimento è spesso inscenato ad arte, con il consenso degli stessi genitori, nel caso che approvino l&amp;#039;unione dei rispettivi figli.&lt;br /&gt;Non meno singolare è una vecchia abitudine in uso tra alcune tribù Kna, le meno evolute di &lt;a href='https://www.dulichso.com'&gt;tutto il Vietnam&lt;/a&gt;, che abitano sulla cordigliera annamita: dopo che i genitori hanno scelto i due sposi da unire in matrimonio, la sposa viene imbrattata nel modo più sconveniente possibile: le si fanno indossare gli abiti più laceri della famiglia e le si annerisce il viso con del carbone; come se non bastasse la sposa viene fatta rotolare nel fango e a volte addirittura cosparsa di sterco di cavallo o di bufalo. Quando e&amp;#039; ridotta in stato pietoso, viene accompagnata dai fratelli e dalle sorelle davanti alla casa dello sposo, il quale, appena vistala le rivolge parole di profonda ammirazione per la sua bellezza e le promette amore eterno: la credenza popolare vuole che tanto più grande è &amp;#039;amore tra i due giovani, tanto più lacera e imbrattata appare la futura sposa agli occhi dello sposo e quante più belle parole egli sa trovare per decantare la sua gentilezza e la sua avvenenza.&lt;br /&gt;Il culto dei morti&lt;br /&gt;Il nucleo famigliare vietnamita è costituito non solo dai vivi ma anche dai morti, che continuano a costituire una comunità reale e legata da vincoli inscindibili. La morte è considerata un semplice ritorno momentaneo all&amp;#039;eternità, in attesa di una nuova incarnazione sotto altra forma che sarà condizionata dalla qualità e quantità delle azioni compiute nella precedente esistenza terrena.&lt;br /&gt;Il culto dei morti era praticato in Vietnam sin da tempi antichissimi, molto prima dell&amp;#039;arrivo delle prime ondate immigratorie dalla Cina meridionale, ma il confucianesimo ha dato senza dubbio una visione organica ai rapporti tra la generazione vivente e gli antenati, rapporti dai quali dipende non soltanto la pace e la tranquillità delle anime dei defunti, ma anche la felicità e la fortuna dei vivi.&lt;br /&gt;Secondo le credenze popolari legate al confucianesimo, ogni essere umano possiede un numero considerevole di anime: dieci per gli uomini e dodici per le donne; tra queste anime ci sono gli hon (in numero fisso di tre tanto per gli uomini quanto per le donne) che si stabiliscono nel corpo umano al momento della concezione, e i via (sette per ogni uomo e nove per ogni donna), che si insediano nel corpo umano al momento della nascita. Gli hon e i via, che sono puri e semplici geni personali, restano in contatto permanente con gli antenati e con le forze della natura, dotate esse stesse di spiriti.&lt;br /&gt;Il prevalere degli spiriti buoni su quelli cattivi determina la felicità o l’&amp;#039;infelicità di un uomo: ecco perché bisogna sempre tenersi amico tanto gli hon quanto i via; se essi infatti prendono di mira una persona per qualsiasi torto subito, questo non può trovare la felicità e la tranquillità se non placando gli spiriti stessi.&lt;br /&gt;Al momento della morte, i via sono richiamati dagli dei, ma gli hon rimangono sui luoghi di esistenza terrena del defunto e sono oggetto della venerazione popolare. Quando una persona muore, si compone una specie di scapolare che viene deposto sull&amp;#039;altarino degli antenati ed in esso si trasferiscono gli hon del defunto per continuare ad abitare sotto lo&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;stesso tetto dei famigliari ancora vivi. La presenza degli antenati nel sacello famigliare è quindi reale e non soltanto simbolica perché gli hon continuano a partecipare delle gioie e dei dolori dei vivi, i quali ricorrono ad essi per chiedere consigli, per offrire doni e per rivolgere preghiere di ringraziamento.&lt;br /&gt;Gli hon continuano ad abitare la casa del defunto per cinque generazioni e per tutto questo periodo i loro scapolari vengono conservati sull&amp;#039;altare famigliare: dopo la quinta generazione, lo scapolare viene tolto e gli hon di quel defunto vengono venerati soltanto come antenati generici. La profanazione della memoria di un antenato è cosa che un vietnamita non riesce nemmeno a concepire. Gli antenati sono venerati da tutti, non soltanto dai loro famigliari stretti; le tombe sono oggetto di frequentissimi pellegrinaggi, mentre i sacelli famigliari sono continuamente adornati di fiori e da lampade o candeline accese.&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href='https://www.hotels-in-vietnam.com/vietnam/vietnam-visa.html'&gt;Visto per il Vietnam&lt;/a&gt;</summary>
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    <title>Sconti per Da Nang</title>
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    <updated>2022-03-14T09:11:17Z</updated>
    <published>2022-03-14T09:11:17Z</published>
    <summary type="html">Sconti per Da Nang presso l’Hotel Furama&lt;br /&gt;L’Da Nang si affaccia sul golfo delle Da nang e sul Mar dei Vietnam e nell’Oceano Pacifico, con un tratto di costa nel Golfo di Da Nang. Insomma, un insieme di posti incantevoli che basta sentir nominare per cominciare a sognare!&lt;br /&gt;Questa offerta, proposta da &lt;a href='https://www.hotels-in-vietnam.com/da-nang.html'&gt;Alberghi a Da Nang&lt;/a&gt;, riguarda il volo di Vietnamairlines per l’aeroporto internazionale di Da Nang e una settimana da trascorrere in camera doppia nell’Hotel Furama, situato sulla spiaggia di Da Nang e Hoi An, una delle 10 spiagge più belle di tutto il mondo. Il costo della vacanza, ridotto del 22%, è di 700 euro a persona, spese e tasse incluse.&lt;br /&gt;Vuoi saperne di più...? Allora continua a leggere!&lt;br /&gt;Last minute Da Nang&lt;br /&gt;Si parte il 14 luglio 2019 dall’aeroporto di Milano Malpensa e si ritorna il 21 luglio 2019. Il trattamento è previsto con formula all inclusive per tutto il periodo del soggiorno.&lt;br /&gt;La formula all inclusive comprende:&lt;br /&gt;- Trattamento di pensione completa con servizio a buffet;&lt;br /&gt;- Open bar di bevande alcoliche ed analcoliche locali dalle 10 alle 22 di ogni giorno;&lt;br /&gt;- &lt;a href='https://getvietnamvisa.com/'&gt;Visto Vietnam all&amp;#039;arrivo&lt;/a&gt;;&lt;br /&gt;- Snack pomeridiano;&lt;br /&gt;- Animazione italiana;&lt;br /&gt;- Assistente Swantour;&lt;br /&gt;- Spiaggia attrezzata riservata con ombrelloni e lettini gratuiti fino ad esaurimento.&lt;br /&gt;L’Hotel Furama&lt;br /&gt;Situato sulla celebre spiaggia di Da Nang, Furama Swanclub offre ai propri ospiti la possibilità di vivere una vacanza a contatto con la natura selvaggia e incontaminata, godendo, al contempo, di tutti i vantaggi che una struttura di classe sa offrire. L’ottimo punteggio (circa 200 voti positivi su 240) ottenuto su tripadvisor ne testimonia l’ottimo rapporto qualità prezzo e l’elevato standard facendone un hotel ideale per un soggiorno divertente e rilassante.&lt;br /&gt;Da Nang conclusioni&lt;br /&gt;Il Da Nang, che lambisce il tratto di costa su cui si trova l’albergo, sorprenderà i turisti con la bellezza della sua barriera corallina che, distante appena 200 metri, è facilmente raggiungibile.&lt;br /&gt;L’offerta, data la qualità del resort e la bellezza del posto e con uno sconto superiore al 20% rappresenta un’ottima soluzione per chi volesse visitare questo paradiso terrestre.&lt;br /&gt;Se vuoi saperne di più sulle cose da vedere ti segnalo questo nostro vecchio articolo sulle possibili escursioni a Da Nang dove potrai trovare consigli, suggerimenti e molte foto su alcuni dei luoghi più affascinanti di questa meravigliosa località.</summary>
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